mercoledì 1 agosto 2012
Marcianise - Golino: "In politica valgono le ragioni dello stare insieme e della condivisione"
giovedì 26 luglio 2012
Marcianise - Il centrosinistra si organizza in vista delle prossime competizioni elettorali
E’ stata espressa con forza, inoltre, da parte di tutti i presenti, la necessità di continuare a rivolgere l’attenzione e l’azione verso le questione che si presentano e che interessano nel quotidiano la nostra città. Non ultima la situazione, fortemente critica, dell’ospedale di Marcianise. In merito i presenti sono stati comunemente d’accordo sulla necessità di vigilare sull’applicazione del Piano Sanitario Regionale a garanzia della tutela sanitaria dei cittadini del nostro territorio.
Durante la riflessione sono state avanzate diverse azioni da mettere in campo per costruire un programma che, tra l’altro, tenga in debito conto i bisogni e le aspettative dei cittadini per la costruzione di una città vivibile.
Oltre alla necessità che si realizzino eventi che portino la cultura marcianisana a diventare fatto concreto e non chiacchiere, si è convenuto sulla necessità di avere un momento di riflessione pubblica sulle ragioni che hanno determinato la crisi dell’ultima amministrazione comunale. Una riflessione a cui si invita, e si spera possa coinvolgere, l’intera cittadinanza, convinti che dall’analisi e riconoscimento degli errori del passato si costruisce un futuro più solido.
mercoledì 11 luglio 2012
La spending review contro il Welfare State
giovedì 7 giugno 2012
Ospedale, si gioca sulla pelle dei cittadini
martedì 5 giugno 2012
Il futuro dell'Europa è verde
sabato 2 giugno 2012
Il 2 giugno e la Repubblica dei precari
giovedì 31 maggio 2012
Un passo indietro nella civiltà dei diritti. A spese dei giovani
giovedì 17 maggio 2012
E' un Paese per vecchi
sabato 5 maggio 2012
Grillo e la politica degli insulti
“Fava di ‘sta cippa, non ci rompere i coglioni e vai a lavorare se lo trovi” (Marco). “Fava, prima della tua dipartita fallo qualche callo nelle mani… lavora!!!” (anonimo). “Un altro fottuto fallito apre la bocca e gli dà fiato. Caro Fava, la fava ficcatela al culo e premi forte!” (Marco Donati). “Questi sinistretti cominciano a vacillare col cervello” (Giancarlo Sartoretto, detto Giankazzo da Velletri). “Addio burocrate dal lauto compenso, finirai a lavorare come tutti gli altri tuoi compari di tavolata” (Beppe). “Claudio Fava, tipico professionista dell’antimafia” (Gianni Frascogna). “Il signor Fava Claudio, uno che ha costruito la sua carriera politica in nome del padre morto ammazzato da quella Mafia di cui lui si riempie la bocca ma a cui ha sempre fatto soltanto il solletico!” (Marco Salemi). “Claudio Fava e chi cazzo è Claudio Fava ma vaffanculo Claudio Fava torna nella tua tana verme!” (Fede M.). “Povero Fava hai che capirlo poverino dalla morte del padre è rimasto traumatizzato e sicuramente il cervellino non si è sviluppato ed è rimasto un poco celebroleso” (anonimo). “Figlio di cotanto padre, qualcosa ha modificato il DNA, l’assidua frequentazione del pd, le poltrone, i soldi o semplicemente la madre è certa, il padre chi può dirlo” (Riccardo Garofoli). “Da uno che si chiama fava cosa si poteva aspettare se non un’uscita a cazzo?” (Luca M). “Sei più ributtante di chi ti comanda” (anonimo). “Vai, nuova sinistra che già puzza di morto” (Piero F.). “Ecco uno dei peggiori. Ed essendo uno dei peggiori non poteva che essere lui a toccare il fondo: mafioso!” (Paolo Cicerone). “La democrazia della mì fava” (Manuela Bellandi). “Caro Claudio, sei davvero una fava” (Tiziano Cecconi).
C’è qualcosa di irrimediabilmente fascista nei post che accompagnano le sortite di Beppe Grillo sul suo blog. Non è l’insulto, non è lo sberleffo ma l’assenza d’ogni parvenza di ragionamento, di pensiero critico, di dubbio. C’è il Messia, e poi c’è un imbecille che ha criticato il verbo del Messia: basta questo a scatenare la caccia all’uomo.
La storia è nota. Dice Grillo, comiziando a Palermo, che le tasse, la politica, lo Stato sono peggio della mafia. Almeno Cosa Nostra si limita a estorcere alle proprie vittime solo il 10 per cento sotto forma di onesta cagnotta. La mafia non le strangola mica le persone. Come invece fa lo Stato.
Parole in libertà. Chi vi scrive ha mandato a dire a Grillo che in quella sua involontaria apologia mafiosa non c’era nulla di originale. Lo spiegava Vito Ciancimino dai banchi di Palazzo delle Aquile, lo dicevano i mafiosi e gli amici dei mafiosi: la colpa è dello Stato, non di Cosa Nostra. Lo predicò a lungo perfino la chiesa siciliana: ne ammazza di più l’aborto che la mafia. Solo un problema di numeri, insomma: da una parte un moderato pizzo del dieci per cento, dall’altra il conto degli ammazzati non poi così drammatico. Basta imparare a conviverci…
Ciò che disorienta non è tanto il merito grossolano dei ragionamenti quanto il metodo con cui vengono offerti. Con limpida parodia berlusconiana Grillo parla solo per decreto, non si confronta con chi la pensa diversamente, non accetta interlocuzioni. S’affaccia da una finestra e le manda a dire. Se critichi e fai parte della sua compagnia, ti cancella con un click del mouse; altrimenti si limita ad aprire la caccia all’untore sul suo blog. E se s’accorge d’averla fatta fuori dal vaso, come è accaduto a Palermo, ti manda a dire che la stampa di regime ha travisato il significato delle sue parole, non ha compreso il contesto, non ha ben riportato le virgole. Gli stessi argomenti che per quindici anni ci ha ammannito Berlusconi.
Non mi stupisco. Perché il punto oggi non è essere di destra, di sinistra, di sopra o di sotto, per la politica tonda o quadrata, per il sistema dei partiti o per quello dei califfati, per il popolo o per la corona: il problema è che se ti senti Unto dall’Alto, l’unica cosa che ti preme è trovare una piazza colma, una finestra alla quale affacciarti e un editto da proclamare. E quando non c’è la piazza, te la procura il mio amico Michele Santoro: uno spottone in tivù su Beppe Grillo, un collegamento in diretta senza contraddittorio, un bel monologo di dieci minuti, mica Grillo è un politico come gli altri, mica il suo partito è come gli altri, mica ha bisogno di discutere con gli altri…
Qualcuno crede che sia questa la nuova politica. Io, che forse di politica me ne intendo poco, ho smesso di credere nei messia quando andavo al catechismo. E non mi diverto a cantarmela e a suonarmela da solo. Se Grillo vuole, possiamo discutere di questo e d’altro pubblicamente, dove vuole, quando vuole. Ma ho il sospetto che non vorrà. Tanto, come ci manda a dire Mario De Gasperi da Roma alle 8.46 del primo maggio: “Lo stato è molto peggio della mafia, lo stato è criminale, lo stato è la vera mafia, viva Beppe Grillo”.
Claudio Fava
lunedì 23 aprile 2012
Vive la gauche!
martedì 17 aprile 2012
"L’antipolitica ci fa fare un pauroso salto indietro"

giovedì 5 aprile 2012
Una riforma contro il lavoro

lunedì 2 aprile 2012
Piantiamo Bene Comune
martedì 27 marzo 2012
Una controriforma che non parla ai giovani e che uccide l’art18

martedì 31 gennaio 2012
No alla precarietà a tempo indeterminato

sabato 10 dicembre 2011
Oromare, solidarietà ai lavoratori
sabato 19 novembre 2011
martedì 25 ottobre 2011
L'improvvisazione al Potere!!!

A distanza di quasi tre anni dalla schiacciante vittoria elettorale è finalmente terminata la fallimentare Amministrazione, targata centro-destra, guidata e rappresentata dal sindaco Antonio Tartaglione e dal Presidente della Provincia Domenico Zinzi.
Lo scontro intrapreso dal sindaco Antonio Tartaglione su un terreno prettamente Istituzionale con la sfiducia al Presidente del Consiglio comunale Angelo Zarrillo Maietta, e messo in scena a luglio in un consiglio comunale surreale in cui ogni singolo consigliere comunale si schierò pro o contro il sindaco, preferendo quest’ultimo, si è spostato su un piano politico, a dir poco, farsesco.
L’ambiguità di questa amministrazione e del suo sindaco è continuata anche nel consiglio comunale di lunedì mattina che sancisce, di fatto, il degrado della politica e di chi dovrebbe rappresentarla. La responsabilità del fallimento è sotto gli occhi di tutti ed il tentativo del sindaco di proporre un Governo di Responsabilità Comunale non convince la città.
Il sostegno determinante al Sindaco Tartaglione di consiglieri comunali eletti nelle fila dell’opposizione, mai venuto meno lungo tutto il percorso della sua legislatura, lunedì mattina ha raggiunto l’apice del trasformismo politico. Paradossalmente, il riequilibrio di bilancio è stato bocciato dagli stessi consiglieri che l’hanno prodotto (una parte di quelli del centrodestra) e approvato da alcuni consiglieri comunali dell’opposizione (una parte del centrosinistra) che avevano, precedentemente, bocciato il bilancio preventivo..
L’approvazione del riequilibrio di bilancio ha ingenerato una confusione e una ambiguità politica generale nella quale non si capisce CHI GOVERNA COSA.
Sinistra Ecologia Libertà, in questo scenario apocalittico, ritiene che la Politica debba riappropriarsi del proprio ruolo. Noi, dal canto nostro, continueremo con le nostre iniziative coinvolgendo i cittadini e le associazioni, così come stiamo già facendo con la campagna d’ascolto, convinti della necessità di dover lavorare, duramente, per ricostruire un nuovo centrosinistra nella Città. Invertire la rotta di una politica chiusa nei palazzi e disattenta dei reali problemi dei cittadini è un obbligo di quanti hanno veramente a cuore le sorti della nostra comunità.
domenica 23 ottobre 2011
Crisi Politica, l'epilogo di una triste storia

La tormentata e burrascosa esperienza dell’Amministrazione Tartaglione sembra avviarsi all’epilogo. La seduta del Consiglio comunale di domani mattina (lunedì 24 ottobre) in cui si deve approvare il rendiconto economico finanziario, potrebbe sancire, in maniera incontrovertibile, la fine della stagione politica più buia della storia democratica cittadina.
L’Amministrazione Tartaglione è stata segnata, nel suo percorso politico, da continue lotte intestine tra i componenti della maggioranza di centrodestra riguardanti esclusivamente questioni “personali”, che nulla hanno a che vedere con la risoluzione dei problemi endemici che riguardano la nostra città.
Una “maggioranza” che dopo l’azzeramento della giunta e la fuoriuscita del partito guida della coalizione di centrodestra, l’Udc, da cui il sindaco proviene, non ha nessuna legittimità democratica a proseguire il suo mandato elettorale.
I partiti di opposizione presenti in Consiglio comunale, bocciando il rendiconto finanziario, hanno la possibilità di mettere fine ad una controversa e fallimentare gestione amministrativa.
Sinistra Ecologia Libertà auspica una loro partecipazione unitaria nell’espressione del voto, per chiudere con un governo disastroso della città e aprire una stagione nuova di confronto politico sui temi e le proposte programmatiche per costruire una città migliore, ricercando una partecipazione collettiva dei cittadini e delle associazioni.

